"Difendere è più difficile che attaccare" diceva il saggio vecchio combattente lungo il cammino. Non c'è da dividere il riso per i bambini, ma come bambini ancora inseguiamo il pallone per riuscire con un colpo a mandarlo, come fosse il mondo, nella direzione che vorremmo. Stasera sembriamo noi samurai, chiamati a un'impegno impervio. Ma se non l'accettassimo non saremmo degni del valore che ci è attribuito nell'esser qui. Non abbiamo una terra da difendere ma un unico campo che qui raccoglie la terra d'intorno e il nostro freddo, la nostra attesa e i nostri avversari. Si riflette nei miei gesti la sorte di colui a cui toccherà liberare dai timori la "neonata" ...Qui squadra per la serie A. Prima di questa alba Simone si divorava nelle sue stesse paure: "non mi sento bene", mi dice... "non esiste, devi esserci assolutamente" dico a lui che sarà l'ultimo dei sette, come il contadino che ultimo riconosce in sè lo spirito ereditato del guerriero e sarà primo a metter piede sul campo della disfida. Con lui Christian scudiero all'apparir, ma in vero pronto a sfoderare armi taglienti pedatorie. Ecco quindi comporsi nel rigido clima sottovalutato anche Vincenzo, Domenico, Walter, quindi Pino. I sette samurai sono pronti a dire quel che devono. Anche noi siamo come il vento che passa veloce sulla terra, ma la terra e il campo rimane e appartiene a coloro che li onorano. Simone è vestito dal numero di Cruyff e benedetto con la caffeina. La sfida coi Roteiro agguerriti s'attende complessa e i sette lo sanno. Punge l'aria e anche gli avversari. Bruciano i respiri le corse dicembrine e la prima rete è in tono col contesto: 0-1, iniziamo subito a rincorrere. Pino freme e palleggia e attende. Simone divora il suo feticcio e l'avversario sull'approccio firmato dall'alfiere di trinacria Christian in cui Walter metteva il colpo di cesello prima di giungere a Simone... La palla di cemento s'alza sulla leva pedestre e la catena con il passato d'infamia è rotta: è gol! E' gol! Ha segnato Simone! Per i vili è giusto un parziale pareggio, ma per chi esce da un silente loculo di vuoto vale quanto lo sfrigolio del fuoco al rientro da un lungo cammino nel buio e nel gelo d'un inverno lungo vent'anni.

Echeggia ancora lo stupore della nostra anima lunga che continua a chiedersi:"ma cosa è stato? Il caffè? Il 14 di Cruyff?" senza specchiarsi e riconoscersi non più bimbo ma uomo che ha tranciato l'ombelical cordone, preparato la ginnastica della lotta e ha combattuto e vinto in quell'attimo i suoi spettri freudiani. Ma in campo ai Roteiro interessa solo far quel che devono: ovvero infilzarci ogni volta che eccediamo in sicurezza. Tocca anche a Pino prendersi il suo spazio in questo campo, ma il freddo tradisce anche le sue lame. Anche la sorte mette la sua firma e il suo scherno nei colpi che necessitavano di virtù per divenire reti passando tra polvere, sgusciando nell'umido, sfruttando le remore e trovando tra le gambe la via per incrementare il loro vantaggio e il nostro dolore. E contro l'unico colpo di catapulta i fendenti che conteremo alla fine del primo tempo saranno cinque. E viene col riposo il tempo di forgiare dentro di noi i nostri gesti al pari dei nostri animi. "Chi difende se stesso si distrugge" sembra già il Verbo che ci darà la rivalsa su noi stessi. E noi cerchiamo in noi stessi quello che c'è da cambiare per lasciar vivere quello che ci dà forza. Al fuoco dentro che arma riscossa si aggiungono le gambe ora più calde. Dietro le vesti villane ecco il baluardo Walter a immolarsi e a incidere lo spazio tra un sogno e un goal. Domenico detta il tempo metronomo della sua corsia, Christian amministra e distribuisce i dorati palloni che Pino conia col suo sigillo. Una, due, tre volte. E siamo a due passi dai maramaldi mentre Pino sa che ha un leale socio d'attacco in Christian: il riguardo che stasera ha avuto per lui è un tesoro per tutti da custodire con reciproci scambi d'intesa. Vincenzo ha tempo di respirare arginate le folate verso lui e lui si fa diga quando la sfera sibila scagliata con potenza innalzandola ora sul fondo, ora sull'alto legno. Ancora beffarda però dall'oscurità ride la serata che dà la firma e fotografa la partita quando trasforma una palla a mezz'aria o un tentativo d'achilleo goffo virtuosismo in maglia rossa... In palloni che, danzando sulle ignare articolazioni, infidi s'infilano nella nostra porta ad incrementare il peso del fardello da trasportare sulla china da risalire... Vanificando tanto nostro sforzo assieme all'infame Dea stanchezza che prende d'intorno un po' di nebbia per gettarla nei nostri muscoli tra gli affanni della rincorsa. Non si compie col successo il cammino finale. Finisce con le risorse il tempo e il 5-9 ci è avverso. Ancora indomiti e nello spirito certo imbattibili cerchiamo i rivali per offrir loro da bere con noi, e questi rifiutano: la vittoria li ha fatti ebbri più di quanto tutti i liquori e il caffè che serbavamo avrebbe mai potuto... Ma salute comunque alla vostra spocchia e a voi e tra il freddo invece il caffè e la sambuca a noi:"Alla vita!". Il saggio, il pessimista, il disincantato, l'ottimista, il folle, lo sfuggente, lo stralunato...Eccoci qua... "Chi difende gli altri difende se stesso" e la forza si fa squadra per il dominio del regno di Eupalla. La vittoria è nella memoria della lotta che va oltre il giorno della sconfitta incidendo nel tempo le ragioni per cercare di ottenere quel successo. I samurai sono come il vento che passa veloce sulla terra, e la terra e il campo rimangono e appartengono a coloro che li onorano. E stasera la vittoria certo va ai Roteiro, malgrado noi sappiamo che il campo potrà dirsi nostro.
Cià.
Thomas